Di vero c’è che l’annuncio dell’uscita del “Candido” di Voltaire, celebre racconto fiosofico-satirico, provocò un sisma nell’intellighentia e nel potere politico dell’epoca, che in quel pamphlet anti-leibniziano vedeva, nero su bianco, quanto il mondo del tempo non fosse affatto, per dirla parafrasando il filosofo tedesco, “il migliore dei mondi possibili”. Il resto fu dettato al francese dal terremoto che rase al suolo Lisbona in quegli anni: metà del ‘700, pieno fervore illuminista cui un disincantato genio si oppone con penna canzonatoria. Oggi è un autore di rango come Stefano Massini a fare di quel libretto “La commedia di Candidoi”, un iridato cabaret metateatrale banco di prova per mattatori del calibro di Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani. Regia di Sergi Fantoni.
Francesco Ruffini
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