“Croissement”, incrocio lo chiamerebbero i francesi. Incrocio tra molte diversità. L’ingresso (a frequentazione globale) del sottovia che porta di qua alla metro e di là ai tapis roulant per Villa Borghese e il parking, nonché uno degli Sport center più “high” di Roma. Il giro sfaccendato e “stranger” dello shopping di Frattina e il valzer dei colletti bianchi (tanti) di zona, con break corto e budget non infinito. Il link “nobile” con l’Hassler (qui ci sono anche poche, bellissime camere, oltre ad altane estive dall’affaccio unico) e l’International Wine Academy, e la necessità di essere stra “popolari”, almeno fino a ora di cena. Al quiz dell’incrocio multiplo (roba da enigmisti) il Palazzetto risponde con tattiche articolate. Light lunch strillato dunque in bacheca – a mitigare lo “spavento” che in un pubblico di passo può indurre la “booker” in nero nell’office – di stile “cheap”, ma rifinito, come la baguette finocchiona e melanzane o le tante insalate, dalla Caesar’s a più italiche (c’è pure un’atesina, e senza speck!) soluzioni. E poi cena come si deve, in sale che evocano superclub alla Hyde Park (c’è anche un camino), ma sempre con un link rusti-chic incarnato in cose come la salsiccia di maiale grigio con millefoglie di patate e gli arancini “reinventati” e piccanti: lo stinco (peccato una cottura non proprio esaltatrice del gusto della carne) con castagne di stagione e gli gnocchi ai pistacchi di Bronte e sugo di mare. La cucina, comunque, tiene. E sul vino zero problemi, se non, forse, quello di ricarichi un po’… international, come l’Academy. Servizio accurato.
Antonio di Martino
Vicolo del Bottino, 8. Tel. 06.699341000