Il 26 gennaio all’Auditorium ha inizio la Fluxus Biennal, 730 giorni di happening e piccole mostre per rendere omaggio a un movimento artistico che esclusivamente artistico non è, in quanto fu, come dice lo stesso nome, un flusso di ricerca su molteplici espressioni, dal teatro alla musica fino all’arte in sé. Nato nel 1962 il collettivo a cui si unirono tra i tanti Yoko Ono e Nam June Paik teorizzava l’equazione tra arte e vita. Ad aprire la biennale non poteva essere altro che George Maciunas, l’ideatore e teorico del gruppo transnazionale. La mostra, curata da Achille Bonito Oliva, ripercorre lo spirito dell’artista lituano attraverso il tema del gioco inteso come modo di scambio, relazione e cambiamento. Esposti, oltre uno speciale ping-pong riadattato dall’artista, esempi della sua attività di graphic designer e della sua capacità di analisi critica sulla storia dell’arte. A ogni mostra saranno corredate azioni e happening; il primo appuntamento è proprio il 26 gennaio, in occasione dell’inaugurazione, con il collettivo di artisti e musicisti berlinesi Maulwerker che propone una serie di perfomance tra le più famose del movimento Fluxus. Tra queste, espressamente realizzata per la Fondazione musica per Roma, la riedizione di “In Memoriam To Adriano Olivetti” (1962) di Maciunas e altre performance ideate dai protagonisti storici di Fluxus. Prossimi appuntamenti il 26 febbraio con live performance di Pietroiusti, Malasauskas e Battista, mentre il 3 marzo previsto un concerto omaggio a John Cage.
Antonella Veracchi
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